Vincenzo Alibrandi

SOSHI-SA

Soshi-Sha

Vincenzo Alibrandi 9°Dan

Il maestro Alibrandi inizia la pratica dello Iai-do unitamente a quella del Kendo nel 1986 (quando aveva conseguito già il grado di 2° Dan di Karate Go-ju Ryu), ispirato da una serie di riferimenti presenti negli scritti di grandi maestri di Arti Marziali che facendo continuo riferimento ai princìpi del combattimento particolarmente evidenti nell’arte della spada, ne raccomandavano lo studio.
Il suo primo approccio in questa arte è avvenuto al seguito della scuola di Kendo e Iai-do del Maestro Maurizio Palombi, dove ha appreso e praticato per molti anni la forma internazionale dello Zen Kendo Renmei Iai (comunemente nota come “Setei Gata”) affiancandola in parallelo allo stile Hoki Ryu (stile tradizionale giapponese risalente al 1600) insegnato in Italia dal Maestro Kazuhiko Kumai.
Nell’ambito del Seitei Gata partecipa a numerosi Campionati Italiani dove si qualifica ripetutamente al secondo posto, dietro all’imbattibile Americo Sabato, stella incontrastata del firmamento dello Iaido fin quasi alla fine degli anni novanta. Il maestro Sabato cederà il passo solo alla Coppa Italia del 2000, dove il Maestro Alibrandi, medaglia d’oro, concluderà con onore sia la pratica agonistica dello Iai-do, sia la pratica ufficiale del Seitei Gata, pur continuando a studiarlo per propria passione e ad insegnarne le forme agli allievi interessati a questo aspetto moderno della disciplina.
Dal 1988, infatti il suo interesse verso il mondo della spada era stato già polarizzato verso il Ten Shin Sho Den Katori Shinto Ryu, scuola d’armi tradizionale giapponese del 1400 circa, dove la spada è l’arma principale accanto alla quale vengono studiate varie altre (spada corta, alabarda, lancia, bastone lungo). Col tempo quindi decise di operare una scelta e di nuovo, al bivio tra il tradizionale e il moderno, scelse il tradizionale, abbandonando contestualmente anche il Kendo.
In questo suo percorso, tuttavia, iniziò ad avvertire l’esigenza della formulazione di un percorso particolarmente adatto alla fisionomia, alla cultura e alla mentalità occidentale, che permettesse un approccio allo Iai-do privo degli ostacoli dovuti proprio a queste sostanziali differenze tra lontano Oriente ed Europa, valorizzandone invece i punti comuni.
Operando quindi un’attenta analisi tecnica e metodologica dei suoi lunghi anni di pratica e studio in diversi ambiti delle arti mazrziali e della Spada Giapponese in particoalre, codificò una serie di forme che, esprimendo una sintesi tecnica estremamente accurata delle sue esperienze (lo stile Hoki Ryu del Maestro Kumai, il Seitei Gata del Maestro Palombi, il Muso Shin Den Ryu del Maestro Cook, il Muso Jiki Den Ryu e il Seitei Batto-do del Maestro Yamanaka, il Kashima Shinto Ryu del Maestro Eric Louw e il Katori Shinto Ryu dei Maestri Sugino e Hatakeyama), proponevano altresì un metodo che tenesse conto delle peculiarità fisiche e culturali del mondo occidentale.
A questa struttura organica di forme (che comprendono anche lo studio della spada corta) ha dato il nome di Ko-taka Ryu, traducendo in giapponese il nome ricevuto nell’affratellamento con gli Indiani d’America: Ko-taka = Piccolo Falco.
La conferma di questa teoria metodologica è giunta poi dall’esperienza diretta che ha evidenziato una tempistica estremamente più breve e qualitativamente più nitida nell’acquisizione da parte del pubblico europeo dei princìpi tecnici, strategici e persino etici e culturali trasmessi dall’arte della Spada Giapponese.

Il Maestro Alibrandi ha conseguito:
– nel 1988 il diploma di Istruttore di Iai-do dell’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli;
– nel 1992 il grado di II Dan di Iai-do F.I.K.;
– nel 2015 il grado di IV Dan di Iai-do dell’Istituito Iai-do Italia;
– nel 2017 il grado di VII Dan di Iai-do ASI;
ed è attualmente IX Dan Soshi (fondatore di una linea propria) nell’ambito del corpo docente della TKA Italia.

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