La muay thai è conosciuta come l’arte delle otto armi (ovvero gambe, ginocchia, pugni e gomiti), la muay boran aggiunge a queste anche la testa oltre ad un grande numero di movimenti di controllo, intrappolamento e proiezione a terra.
Differenze tra muay thai e muay boran
La muay thai, anche se ad un osservatore inesperto può apparire come uno scontro all’ultimo sangue, è fondamentalmente una pratica sportiva accuratamente regolamentata, in cui due atleti si affrontano mostrando il massimo fair play in tutte le loro azioni, rispettando prima, durante e dopo il match il proprio avversario. Nello studio della muay boran invece, il praticante, pur crescendo atleticamente in un contesto in cui il termine ‘rispetto’ è alla base di ogni sessione di allenamento, parte dal presupposto di doversi attrezzare per far fronte ad un vero nemico, schierato contro di lui sul campo di battaglia, e perciò, non meritevole di alcun trattamento ‘sportivo’. La conseguenza di ciò è che le tecniche e l’approccio stesso della muay boran sono tarate per uno scontro senza quartiere e non proprio per una pratica ludico-agonistica
Storia
Nell’antico Siam (oggi Thailandia), ogni regione aveva il suo stile particolare che differiva dagli altri per la posizione, per la guardia, per il modo di fasciare le mani e per il modo di colpire. L’insegnamento della muay boran è stato portato avanti prevalentemente dai monaci buddisti, in quanto questi servivano la comunità in qualità di educatori.
Oltre ad essere una tecnica di combattimento pratico per l’uso bellico senza armi, la muay era anche uno sport di combattimento in cui gli avversari combattevano di fronte a spettatori: questo ha fatto sì che diventasse una forma popolare di intrattenimento tra tutti gli strati sociali,diventando parte integrante delle manifestazioni locali.
Anche se originariamente si combatteva a mani nude, i pugili siamesi ad un certo punto hanno cominciato ad avvolgere i pugni e gli avambracci in corda di canapa. Questo tipo di incontro è stato chiamato muay kaad Cheuk (คาด เชือก). Molti credono che si incollassero frammenti di vetro o di gusci rotti sulla canapa per rendere l’incontro più cruento, ma questo è discutibile. Si ritiene infatti, che se questa pratica sia mai esistita, non era assolutamente comune. Altri hanno suggerito che i combattenti applicassero i vetri in guerra, ma non in scontri regolari.
La boran divenne gradualmente un mezzo di successo personale, in quanto la nobiltà ha sempre stimato i praticanti abili di quest’arte invitando combattenti selezionati a vivere nel palazzo reale e ad insegnare a soldati, principi e alle guardie del corpo del re. Questa muay boran “reale” è stata anche chiamata muay luang. Durante il periodo di Ayutthaya, un plotone di guardie reali è stato addestrato alla muay luang, in qualità di guardie personali del re. Essi erano meglio conosciuti come Krom Nak Muay (reggimento lottatori muay). Il patrocinio reale alla muay ha continuato durante tutto il regno di Phrachao Suea (che significa re tigre). Voci affermano che fosse così dedito alla muay da travestirsi per poter competere alle fiere nei templi.